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09 Gennaio, 2024

Sinistro stradale letale: diritti risarcitori in capo al convivente “more uxorio”

In caso di sinistro stradale letale, sussistono in capo al convivente “more uxorio” superstite diritti risarcitori?

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 8801 del 28.03.2023, torna ad esprimersi su un tema socialmente dibattuto quanto attuale, inerente all’esistenza in capo al ‘partner’ superstite, di un diritto al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale derivante da sinistro stradale letale per il defunto convivente “more uxorio”, evidenziando la corretta valutazione del materiale probante al fine di un suo riconoscimento.

Il caso: una signora adiva le vie legali (unitamente ai due figli) contro la compagnia assicurativa del proprietario del veicolo che aveva causato il sinistro stradale in cui aveva perso la vita il proprio convivente more uxorio, chiedendo il risarcimento dei danni subiti a titolo patrimoniale e non patrimoniale.

In particolare, il danno patrimoniale preteso si caratterizzava dalla perdita dei contributi e sussidi economici che il deceduto, quale convivente di fatto, le avrebbe concesso dalla data del sinistro stradale fino al venir meno, con la morte naturale, della capacità di guadagno e di percepimento della pensione.

La domanda della signora, nei primi due gradi di giudizio, non trovava accoglimento.

La Prima Sezione civile della Corte di Cassazione, valutati gli elementi fattuali probanti, ribalta la decisione e accoglie il ricorso proposto dal convivente “more uxorio” del defunto e dei suoi figli, coabitanti stabilmente con la coppia, avverso la decisione di appello che, in sede di rinvio, aveva appunto rigettato la domanda.

Infatti, secondo gli Ermellini, la Corte d’Appello avrebbe compiuto un doppio errore sulla valutazione degli elementi di prova raccolti:

  1. Il primo era inerente il metodo da utilizzare al fine della corretta valutazione del materiale probatorio: acquisita una pluralità di elementi che costituiscono indici rilevanti in ordine alla configurabilità di una determinata situazione produttiva di ricadute giuridicamente rilevanti, «essi non possono essere poi presi in considerazione atomisticamente, ma devono essere considerati nella loro unitarietà e nella loro interazione l’uno con l’altro».
  2. il secondo riguardava la configurabilità di una relazione caratterizzata da tendenziale stabilità e da mutua assistenza morale e materiale tra il convivente deceduto e la superstite.

Di Maria Stella Pagnotta, Associate presso Legalade